Ma prima di tutto due parole per inquadrare la situazione:
* per la vigente classificazione sismica del territorio italiano, Offida è
un comune
sismico di 2ª categoria
* per la vigente classificazione del rischio sismico atteso nel
territorio
regionale marchigiano, il comune di Offida rientra nella fascia di rischio
medio.
Queste valutazioni si basano sul fatto che - negli ultimi mille anni - il
territorio comunale
è stato interessato da almeno un terremoto distruttivo.
Esso avvenne il 3 ottobre 1943
e ne abbiamo ancora molti testimoni in grado
di descriverlo.
Invece per i terremoti più antichi abbiamo solo
testimonianze scritte: eccone alcune.
Il 2 febbraio 1703 un catastrofico terremoto distrusse gran parte di
L'Aquila.
Venne avvertito violentemente in tutte le Marche e ad esso risale
la più antica
testimonianza attualmente nota del risentimento di un
terremoto a Offida.
In un registro degli annali capitolari della Collegiata di Offida si legge
che
"nel suddetto giorno per la tremenda scossa i Canonici mentre si
trovavano in Coro
videro spaccarsi la Chiesa e mirarono con gran panico la
collinetta ove sorge
la Chiesetta della Madonna della Salute. Subito dopo
però la spaccatura si richiuse".
Se il terremoto del 1703 non causò danni significativi ad Offida,
certamente esso
terrorizzò gli offidani. Infatti - dopo aver saputo delle
terribili distruzioni di L'Aquila
e aver capito che l'avevano scampata
bella - gli offidani stabilirono che in futuro,
la mattina del 2 febbraio,
si sarebbe cantato un solenne Te Deum nella Collegiata "
in ringraziamento
per la liberazione dal flagello del terremoto avvenuto nello stesso
giorno
del 1703". Questa usanza era ancora seguita nel 1943. Non so quando
sia
stata abbandonata ma e' molto probabile che il forte terremoto del 3
ottobre
di quell'anno abbia contribuito a cancellare il ricordo dell'evento
più antico.
Dal 1703, in mancanza di ricerche più approfondite (ma ci stiamo lavorando)
bisogna saltare al 16 agosto 1882, quando ad Offida fu avvertito senza
danni un
terremoto che ebbe il suo epicentro sulla costa, tra S. Benedetto
del T. e Grottammare.
Causò invece danni il terribile terremoto di Avezzano del 3 gennaio 1915
(che secondo i cataloghi sismici correnti sarebbe il più violento mai
avvenuto in Italia).
Il censimento dei danni ai monumenti, fatto dal
Ministero della Pubblica Istruzione,
segnala il crollo di parti del
campanile di S. Maria della Rocca; anche i muri della chiesa
subirono delle
lesioni.
Il terremoto del 23 luglio 1930 (Irpinia) e quello del
26 settembre 1933
(Maiella) vennero avvertiti abbastanza distintamente
ad Offida ma non
fecero danni.
Il 1943 (come se non bastasse la guerra) fu anche un anno di terremoti.
In
particolare la provincia di Ascoli Piceno fu sede di prolungate sequenze
sismiche
a partire dal dicembre 1943, specie nell'area dei Monti Sibillini.
Il 16 gennaio 1943
un terremoto abbastanza forte causò danni lievi ad
Ascoli; le scosse proseguirono
a farsi sentire specie nell'area al confine
con Amatrice fino alla fine di gennaio.
Il 2 febbraio ... lasciamo la parola ad un testimone oculare, il parroco
della Collegiata,
che descrisse la sua esperienza in un articolo pubblicato
nel periodico della Curia ascolana,
Vita Picena (13/2/1943):
"Offida. Con grande solennità liturgica al mattino del 2 febbraio
si era
cantato il Te Deum per la liberazione dal flagello del terremoto avvenuto
nello stesso giorno del 1703. Mi volli prendere la bega di squinternare gli
annali
capitolari di questa insigne collegiata per saperne (...) i
particolari.
La tradizione racconta che nel suddetto giorno per la tremenda
scossa i Canonici
mentre si trovavano in Coro videro spaccarsi la Chiesa e
mirarono con gran panico
la collinetta ove sorge la Chiesetta della Madonna
della Salute (...). Mi accingevo a
ricollocare il libro, quando uno
spaventoso scossone mi fece tremare (...). Mi affaccio (...)
e vedo un
getto di popolo sfollare il Cinema e riversarsi nella Piazza gridando:
Sante Emidie mie aiutaci tu. Dopo un qualche minuto le osterie
rigurgitavano
di folla per riacquistare un po' di sangue caldo (...)"
Ma, come oggi sappiamo, per Offida il peggio doveva ancora venire.
E venne
il 3 ottobre 1943, alle 9.28 circa ora locale. Moltissimi testimoni del
"terremoto di Offida" (come lo chiamano i sismologi) sono vivi e vegeti e
possono
portare la loro preziosa testimonianza orale.
Io mi limito a sottolineare una curiosità,
nota forse a pochi offidani.
Questo terremoto è descritto nel primo capitolo
di un bel romanzo
ambientato a Offida (e ingiustamente dimenticato):
IL NEMICO NON ARRIVAVA
MAI di Angela Latini.
Il resto è cronaca, come si dice, e tutti noi ne abbiamo ricordi personali:
il terremoto di Ascoli del 1972 ("quando tintinnavano i bicchieri nella
credenza"),
quello di Norcia del 1979 ("quando si ruppe lo specchio"),
quello dell'Irpinia del 1980
("quando ballava l'ascensore"), giù giù fino a
"quello di Colfiorito" del 1997-1998.
Finito l'elenco ? No, sicuramente no. Ma non c'è da aver paura: altri
terremoti verranno,
ma l'importante è prepararsi ad affrontarli, imparando
dall'esperienza passata quali
siano le precauzioni da prendere per il
futuro.
Viviana Castelli![]()
Ricercatrice di sismologia storica,
Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV)