LE MERLETTAIE

Ormai molto tempo è passato dagli ultimi freddi invernali. Fra rapidi battiti d'ali nel cielo, il gran caldo è arrivato.
OFFIDA silenziosamente si chiude nel sole, che invade le case, le piazze, le strade più largo e acceso, insistente.
Così nelle vie del paese a nugoli le merlettaie ricercano garrule e gaie lo scampo di un'ombra cortese.
Sui lastrici scabri e vecchiotti pressati da intonachi gialli dispongono i trespoli pallidi e i tomboli oblunghi e pienotti;
poi mettono mano ai fuselli ricolmi di rete o cotone e fanno una lavorazione di filo e di antichi stornelli.
Il vicolo della Vittoria, la via Cipolletti, via Roma e via san Martino e rua Rota or hanno in comune una storia:
la storia del bianco merletto che a cerchi, a losanghe ed a strisce s'inizia, si snoda e finisce nel ritmo
di un gioco perfetto; la fiaba del punto Venezia e del punto Rinascimento che ormai si ripete da cento,
da cento e cent'anni e si screzia di spighe,di frutti, di fiori, di petali e draghi volanti, e di angioli snelli,
oscillanti fra reti e flessuosi biancori. Da lunghi le verdi fontane trasmettono un lieve frusciare:
lo soffoca il gran cicalare di nubili e spose offidane.
Intanto una giostra leggera e disseminata di stridi le rondini fanno tra nidi e il cielo che annuncia la sera.
Lunghe ore si sono corrose, e gomitoli e matassine, ma ormai son fiorite le trine più nitide e più vaporose.
Poi cadono i tredici tocchi sonori dell'Avemaria e allora ogni Carla e Lucia dal tombolo libera gli occhi.
Allora, un pò stanche ma gaie, da tutte le vie del paese rincasano le merlettaie.

-- Vincenzo Castelli -- 28 maggio 1950 -