Storia del merletto a tombolo " offidano "


Fattori diversi contribuiscono a creare la storia, la civiltà, l'orientamento artistico di una città,
tra essi sono da annoverare, in Offida, la lavorazione e il commercio del merletto a tombolo.
I merletti offidani più antichi che si conoscono sono quelli risalenti al '400 che erano i camici di
S. Giovanni da Capistrano e di S. Giacomo della Marca, conservati dai monaci di Monteprandone (A.P.).
Il tombolo si inserì, facilmente, su una produzione locale di passamaneria, nel 1400 circa, ad opera di dame o nobildonne.
Agli inizi del 1600 la lavorazione e produzione locale del merletto erano rinomate per qualità e raffinatezza,
tanto che il manufatto era ricercato ed esportato dai mercanti col nome di provenienza,
come appare in un contratto di compravendita del 24/06/1612, ove sono indicati
" 25 merletti di Ofida, valutati 30 bolognini e 80 zagari di Ofida ".
Nel 1728, con una petizione al papa Benedetto XIII, la comunità locale chiedeva protezione e provvedimenti
contro i mercanti che commerciavano i merletti di Chioggia. Con l'incremento turistico della riviera adriatica,
verificatosi dopo la fine degli eventi bellici '39 - '45, si determinò una notevole richiesta che portò a miglioramenti
tecnici e ad aumenti di introiti. Ancora oggi l'arte del merletto a tombolo si trasmette da madre in figlia
e la tradizione continua perché essa è viva nell'animo delle offidane che sono fiere di sentirsi artiste.