Racconto di Luciano Casali 50 anni - Presidente Pro Loco Offida dal 2004 al 2012
A cura di: Lorenza Di Luca

Ogni cosa, dal bove al modo di vestirsi delle persone, la mamma che sin da piccolo ti prepara tutto sopra il letto... queste sono sensazioni che tu hai una volta all'anno, e che non hai per una mascherata.

La mascherata te la metti, sei contento, bevi vai a ballare e ti diverti, ma, per il bove, è diverso.
Quando ti vesti, in quel giorno, è come entrare dentro la storia di Offida: tu sei il bove finto in quel momento, il bove finto è il tuo, ed è tuo perchè sei offidano, perchè ti senti offidano. io ho il ricordo palese sopra il mio letto, sin da bambino, tutto stirato, bello, preciso, bianco e rosso; ed io che incomincio a vestirmi piano piano: le calze, le scarpe, il foulard rosso, la cinta rossa tutta stirata; che poi magari non ti arriva e devi mettere una spilla da balia.

E' come essere un torero che deve fare la corrida; e allora tu esci che ti senti tutto bello, limpido, preciso; e anche se poi, la sera arrivi che sei uno straccio, quella sensazione di pulito, di fresco, di bello, è una cosa che ti rimane....è la vestizione.

Ogni anno è la stessa cosa; e tutt'ora che ho cinquant'anni, la sento, mi gusta.

Mi gusta vestirmi; e non c'è un'altra cosa che possa gustarmi più di questa.

Esci come vuoi tu, ognuno si inventa quello che vuole, però, è importante rimettersi sempre la stessa cosa, a costo di tutto; anche se si è rovinata o non ti sta più bene. Io, per esempio, ero fissato con una magliettina che portavo sempre, e anche se era diventata rosa, io quella mi dovevo mettere. Il foulard deve essere quello perchè l'hai sempre portato, il fischietto deve essere sempre lo stesso ecc.

La ritualità di farla diventare come se fosse il massimo che ci possa essere; questo è il bove finto. Non è tanto il bove in se, gli "oh oh", ma tutta una serie di cose.

La vestizione potrebbe sembrare il minimo e invece no, parte già da li la bellezza. Io di "guazzarò" ne ho usati pochi, ho indossato più i "mutandoni", perchè all'epoca mia, anni ottanta, si usavano di più. Invece, se vedi una foto degli anni settanta, avevano tutti il "guazzarò".

Fino ai primi anni ottanta non vedevi nessuno vestito la mattina, perchè ti vergognavi come un ladro ad uscire; e poi erano pochi quelli che incominciarono a fare le tappe la mattina.

Poi la gente vedeva che era bello iniziare presto, infatti, agli inizi degli anni novanta, hanno cominciato a farle proprio tutti.

Mentre prima si andava a lavorare o a scuola e, quando tornavi a casa, mangiavi velocemente mettendo tutto in bocca altrimenti non facevi in tempo a vedere la partenza, dopo è diventato tutto più bello.

Infatti, le tappe della mattina, ti permettono di fare delle cose che facevi solo il pomeriggio, con la differenza che la mattina fai tutto con tranquillità, non hai l'assillo dell'orario, e puoi stare anche due ore dentro casa di un amico a ridere e a mangiare e bere, perchè non hai il bove che ti aspetta.

Quando era solo il pomeriggio avevi sempre quell'affanno, quella fretta, e anche si ti gustava mangiare una fetta di pane con la salsiccia a casa di un amico era tutto veloce, perchè il bove ripartiva.

Però mi rendo conto che, per quanto riguarda il bove, non ci ha guadagnato la mattina; così come non ci ha guadagnato con il giovedì sera, dove la gente va a dormire alle sei del mattino.

la maggior parte delle persone, sopratutto i più giovani, sono già ubriache, e questo non ti permette di fare quello che si faceva prima, quando alla partenza erano tutti sobri; che per ubriacarti un pò buttavi giù due bicchieri di vino uno dietro l'altro che neanche ti andavano, perchè dovevi stare un pò allegro.

Mia madre, in quel giorno, è sempre stata a casa a preparare da mangiare, a fare la tappa, come tutte le madri di Offida.

Tutte le madri di Offida preparano la tappa per i figli, è sicuro.

Sia io che mio fratello,prima uno e poi l'altro, per il bove e per il carnevale, andavamo a casa con i nostri amici a fare la tappa..

Le tappe sono delle merende però, siccome nel giorno del bove finto vengono chiamate tappe, tutto ciò che è ristoro, merenda, automaticamente è tappa.

La cosa bella è che, spesse volte, mi sono ritrovato dentro casa di qualcuno che non conoscevo , dove non ero mai stato.

E' una cosa normale, per esempio che se sei in giro con un amico, che conosce una determinata famiglia, quella stessa famiglia invitando lui inviti anche te.

Puoi ritrovarti dentro casa di una persona che non sai neanche chi è, oppure sai chi è ma non ci hai mai parlato; e ti trovi a mangiare in piedi o seduto davanti al fuoco dentro casa delle persone.

E poi ogni offidano ha il suo modo di fare il bove finto, non è uguale per tutti: ci sono persone che fanno il bove finto dentro casa, il bove non lo vedono proprio, ed escono alle sei di pomeriggio.

Questo dipende dall'età. I ragazzetti e i ragazzi fino ai trent'anni vanno, corrono, fanno le tappe ecc, dai trentacinque in su ognuno incomincia a viverlo in modo suo.

Ciò che è cambiato, da quando sono iniziate ad arrivare tante persone, è il movimento, la poesi che aveva il bove.
Era sempre un fantoccio che girava per il paese, però si faceva tutto in un'armonia tranquilla, perchè c'era meno gente e veniva rispettato di più l'oggetto.
Se decidevi di voler fare una cosa in piazza la facevi, se si decideva di fare un cerchio per la corrida si faceva.

Ci conoscevamo tutti e, se vedevi una madre con il bambino, con il bove andavi li, a passo d'uomo, piano piano, per farglielo toccare; era molto carino, mio padre lo faceva sempre.

E' migliorato, però, per quanto riguarda le persone di Offida, perchè purtroppo, ci sono stati anche anni in cui il bove è diventato cattivissimo, tanto da far paura anche a noi, a livello che dovevi scappare per quanto era cattivo.

Negli anni 80, c'erano dei personaggi che portavano il bove per farti male, quindi scappavi veramente.

Andavano anche contro le persone che magari erano vicine al muro, oppure giravano in continuazione, così tanto da far male.

Quello è stato un periodo veramente brutto, da far paura anche all'offidano, c'erano sempre botte.

E' stato un periodo, per alcuni, di rigetto nei confronti delle persone che venivano da fuori.

Erano i primi veri grandi afflussi esterni, e ci sentivamo invasi, ci chiedevamo il motivo per il quale venisserro, si aveva paura che rovinassero tutto.

Dava fatidio perchè era un'invasione di persone che non facevano parte della nostra tradizione, non c'entravano niente.

E poi non erano vestiti, non erano adatti a fare quello che noi facevamo; lo stesso offidano, se non si vestiva, non veniva visto come uno di noi.

Le prime persone che arrivavano indossando abiti normali, le prime giacchettine nere, erano gli ufo; erano, non dico indesiderate, però non viste bene.

Oggi, questa cosa, è completamente superata, non è più un problema anzi, ogni anno vengono sempre più persone.

Che poi non so perchè, neanche a farlo apposta, ma chi viene al bove senza vestirsi viene sempre vestito di nero.

Per anni e anni, nel giorno del bove, ho parlato con la gente che veniva da fuori.

Quando vedevo uno di loro vestito normalmente, mi avvicinavo e chiedevo perchè si fosse vestito così, e molti mi rispondevano che lo facevano per rispetto nostro.

Invece no, per noi è l'esattp contrario.

In altri posti magari potrebbe dar fastidio, invece noi vogliamo fortemente che tutti si vestano con i colori della fetsa, perchè è più bello.

Chiediamo sempre alla gente di mettersi il "guazzarò" o di usare qualsiasi altra cosa che sia bianca o rossa; ma adesso, attraverso internet è più facile da comunicare.

E' una manifestazione che richiama molte persone, ma perchè è particolare, perchè è libera.

E poi le persone che vengono al bove non sono le stesse che vanno ad un altro tipo di manifestazione, come, ad esempio, "la quintana" di Ascoli.

Un'altra cosa bella, particolare del Bove, che non è scritta nel libri, è che la coppia in quel giorno non è coppia, quel giorno ognuno esce con i propri amici, poi è chiaro che se incontri tua moglie o la fidanzata ti saluti e magari stai anche dieci minuti a parlare con lei, però poi ognuno va dalla sua parte, io con i miei amici e lei con le sue amiche.

E' la storia che ci ha dato tutto questo, quindi per noi è un orgoglio. Essere orgogliosi di una cosa che hai, nel senso siamo orgogliosi di essere offidani, e orgogliosi di avere questo carnevale, in tutto.

Tante cose si potrebbero fare, però, alla fine, va bene pure così, perchè non puoi cambiare una cosa che non è di tutti ma è di tutti, non è mio ma è tuo, non è tuo ma mio.

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